Avete presente la celebre scena del film dove Anna Magnani viene barbaramente uccisa dai militari tedeschi mentre tenta di salvare il marito? Quell’episodio è realmente accaduto e la protagonista fu una donna calabrese: Teresa Gullace.

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Teresa e Girolamo, emigrato da Cittanova a Roma nel 1921, vivono a pochi metri dal Vaticano, nel quartiere Valle dell’Inferno, e il 26 Febbraio del 1944 cambierà per sempre la loro vita.

Siamo in pieno conflitto, le forze fasciste hanno bisogno di uomini da arruolare nell’esercito e, dopo aver rastrellato i quartieri ebrei, cominciano ad arrestare uomini capaci di combattere anche nei quartieri più poveri.

Così, la mattina del 26 Febbraio, Girolamo, libero da impegni di lavoro, decide di fare una passeggiata. Lui, uomo italiano, cattolico, lavoratore e padre di 5 figli, non immaginava che quel giorno la sua vita sarebbe cambiata per sempre.

Arrivato all’altezza del Lungotevere viene fermato dai Carabinieri e, senza spiegazioni, portato alla vicina caserma di Viale Giulio Cesare e arrestato.

Attorno alla caserma diversi gruppi GAP cercano di organizzare un assalto per liberare i prigionieri mentre le donne si organizzano per una strumentale resistenza a supporto dell’azione offensiva.

Fino al 3 Marzo.

Quel giorno la tensione è molto alta, le proteste davanti la caserma raggiungono un livello non più controllabile dalle forze dell’ordine e, nella confusione, si decide di aprire il fuoco.

A pagare con la propria vita sarà una donna incinta che inveisce contro un militare e viene freddata sul colpo, in questa folla di donne c’è anche Teresa Gullace.

Una donna coraggiosa, che aveva deciso di seguire il marito nella città eterna e che, quel giorno, nella stessa città, perse la vita.


Leggi l’articolo di Nino Princi su Al di là dello Stretto.

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